La Storia del Sospiro di Giotti

La storia , talvolta nasce da un’idea , da un silenzio chiamato sacrificio, da una visione chiamato futuro . Ciò che qui si racconta e tutta una storia che sa dell’incredibile , ci sono volute 3 generazioni per capirci qualcosa, proprio così , perché il tempo è geloso dei suoi autori. Erano tempi difficili , prima che la guerra del ’45 finisse , a mio zio NICOLA, gli venne l’idea di confezionare dolci secchi , alle mandorle. Era un folle a dire di molti, specie che i dolci non li comprava nessuno, non solo , ma quel poco, i contadini se li facevano in casa. Mi comprai una macchina a manovella per grattugiare le mandorle , e su di un tavolino cominciai a provare e riprovare per creare qualcosa di bello, ….così mi raccontava, seduto su di uno sgabello che tale non era , col mento poggiato su braccia incrociate, ed uno sguardo che si perdeva nel vuoto. La sua cocciutaggine fu premiata, ed ecco il grande balzo , aprire una pasticceria.
Mobilio austero, un bancone color mogano con il frontespizio di vetro, pochissimi articoli, nell’ingresso qualche tavolino tondo con tovaglietta ad incastro di MARTINI & ROSSI , qualche sparuta bottiglia di liquore , questa era la pasticceria. Ma alle spalle vi era un mondo completamente diverso dall’austero, c’era il FUTURO.
Le uniche paste alla crema che confezionò e che sono ancora oggi disponibili, sono i SOSPIRI ALLA CREMA BIANCA E CIOCCOLATO erano il suo vanto maggiore anche se subito dopo li affiancò con la Veneziana. Il “SOSPIRO”, rappresenta la vera storia della Pasticceria GIOTTI, un termometro SOCIALE di sviluppo cittadino , un pezzo di storia patria, di cui tante volte, ha fatto dimenticare con la sua dolcezza le amarezze della vita. Nel suo confezionamento che qui vi riporto nel dettaglio, c’è un velo di magia , un vento impetuoso di affetto. Molti o moltissimi hanno cercato di imitarlo, forse ci sono riusciti anche a camuffarlo meglio, ma IL “SOSPIRO” GIOTTI, è la STORIA in assoluto , un’ arco teso verso il successo, qualcosa di magico , di cui ancora oggi conserva nella sua semplicità, un grande messaggio d’amore.
Fin dalla sua creazione , il pan di spagna dev’essere accarezzato , quasi sorvolato dal cucchiaio, per amalgamarlo con l’albume..” mi raccomando, diceva..gira piano altrimenti si smonta”. Sebbene io non sia pasticcere , racconto questi episodi nelle tantissime volte in cui lo visitavo , ed apprendevo un lavoro, che di fatto tale non era , poiché passione. Incappucciato , veniva lasciato scorrere con uno svirgolo grande , se lo toccavi ti accorgevi di non palpare nulla , e lì in quel tegame scuro, tutti in fila, a debita distanza , ad attendere il grande evento. Pochi minuti nel forno , e il pan di spagna diveniva bruno .
Tolto dal tegame viene dapprima accarezzato nella sua totalità per togliere eventuali asperità , poi si ricava dolcemente un’apertura alla sua base , e per la seconda volta , il SOSPIRO viene accarezzato integralmente ruotandolo.
La crema pasticciera poi, anticipata da una buona e modesta innaffiatura di bagno STREGA , fa il suo ingresso nel ventre del SOSPIRO. Rinchiuso il ventre col suo stesso pan di spagna è pronto per l’ingresso alla Sua INVESTITURA. Zio Nicola ,usava una vecchia grata inox dell’esercito inglese , dove poggiare i “SOSPIRI” spogli per poi farli decantare dall’eccedenza dello sceleppe. Ancora per la 3 volta il “SOSPIRO” viene preso con dolcezza e calato nello sceleppe rivoltandolo subito, e con un alito di vento spingere l’eccedenza della glassa per renderlo sobrio, leggero e grandemente REGALE. Asciugati, si adornano con canditi alla sommità con qualche scherzo di cioccolato filiforme, immerso poi , nel suo cestino, è pronto per far…DIMENTICARE le angustie della vita . Non vi è dolce al mondo, che non sia stato accarezzato tante volte come il “SOPSIRO”, ma ciò che fa’ la differenza, è la storia che conserva in sé , la passione di essere primi anche se le golosità si sono moltiplicate, ma mai nessuno fino ad oggi ha ricevuto le tante attenzioni del “SOSPIRO GIOTTI “.
Oggi questo dolce speciale ha perso la sua preminenza, ma resta L’AUGURIO senza parole per chi vuol dire MOLTO , specie in amore , per chi vuol far vestire di festa uno sguardo spento , per chi come me , avanti con gli anni ,ha trovato un sorriso nella mia fanciullezza, nonché un modo per SOSPIRARE al futuro che mi attendeva all’ultimo boccone….ad occhi chiusi. Molto potevo scrivere a tale proposito e d’ altro ancora , ma è giusto far parlare le mani laboriose dei miei cari parenti GIOTTI , e chissà nel prossimo futuro, trovare lo stesso “SOSPIRO”, vestito con un altro abito REGALE , ma sempre con l’ANTICA MAGIA rendendolo sempre UNICO al MONDO. Con affetto Alfredo Giotti Giovinazzo 30/12/2011

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